ASSOMAC

Allevi Paolo Anzani Onorio Bergozza Mauro Bocca Gabriella Brustia Maria Vittoria Cucchetti Marco De Gara Massimo Fassina Pietro Fiumalbi Graziano Martinenghi Agostino Molina Francesco Musi Luciano Pinotti Roberto Pisani Giovanni Pietro Serrini Mario Talamonti Sergio Tandura Giulio

ASSEMBLEA GENERALE 30 giugno 2000 RELAZIONE DEL PRESIDENTE: Giuseppe Barrera

I temi trattati LA NUOVA ECONOMIA Capire quale sia l’evoluzione dei Paesi dell’Est europeo Non trascurare i programmi di “mise a niveau” già realizzati o in fase di realizzazione nei Paesi africani che si affacciano sul Mediterraneo Mantenere attivi dei sismografi in grado di monitorare i movimenti degli impianti produttivi nei Paesi dell’Estremo Oriente Controllo della tecnologia. L'EFFETTO EURO LA CONGIUNTURA DI SETTORE Nel ’99 abbiamo perso il 7,37% sul ’98; le macchine per calzature hanno fatto registrare una Presenza sistematica ufficiale nei distretti calzaturieri cinesi Cina e Brasile restano i nostri obiettivi principali. L'ATTIVITÀ DI ASSOMAC Mi riferisco ai progetti per la creazione di nuovi siti industriali in Egitto e Marocco. Razionalizzazione di un portale tematico Acquisto della nuova sede; Assomac ha incrementato l’attività formativa Intervento del Vice Presidente GIOVANNI GAIA L’Italia, pur confermandosi fra i principali produttori mondiali di scarpe, è scesa nel 1999 sotto la soglia delle 400 milioni di paia prodotte. Per la precisione 380 milioni di paia. Sono oltre 5 miliardi le paia di calzature prodotte in Cina, ovvero oltre il 50% del mercato mondiale! Intervento del Vice Presidente GIACOMO VALLERO Alcuni Paesi detentori della materia prima, fra cui proprio la Cina, oltreché Brasile, India, Turchia, esercitano una sorta di protezionismo, controllando il flusso del greggio destinato ai Paesi trasformatori. L’Ufficio Studi della nostra Associazione: se noi osserviamo l’andamento del nostro export vediamo che sono soltanto due le aree geografi che in crescita: Africa, con un più 20,85% ma su valori assoluti non rilevantissimi (11,6 mld.), Asia con più 1,11% con un valore assoluto di 55,6 mld. L’export di macchine per conceria perde nel ’99 il 12,63 su un 1998 tutt’altro che positivo. È il comparto maggiormente penalizzato fra quelli della tecnologia dell’area pelle. E i Paesi più interessati alla nostra proposta sono sempre gli stessi, sia con qualche avvicendamento in graduatoria: Brasile (+11,86%), Spagna (-17,58%), Messico (+3,10%), Stati Uniti (-24,84%), Hong Kong (+22,68%) che è poi un altro modo di pronunciare Cina!, Argentina (+3,66%), Germania (+31,73%), Tailandia (+76,15%)…. e così via. Le voci doganali sull’export ci dicono che nel ’99 abbiamo perso l’11,5% su un già brutto ’98; questo ci conferma che la congiuntura per la tecnologia pellettiera è sostanzialmente in linea con la congiuntura della tecnologia per la calzatura. IL SISTEMA PELLE CALZATURA Bastano pochi dati per capire che l’Italia è viva e vegeta nel sistema pelle calzatura: 16 mila miliardi di calzature, 4.600 di pelletteria, 12.200 di pelli, 4.200 di componenti, 2.248 in sintetici, sono valori di assoluto rispetto. Per quanto ci riguarda, prendiamo atto che, nel mondo, di scarpe se ne producono sempre di più: siamo ormai a 11,5 miliardi di paia. Il Duemila si è chiuso bene per tutti e tre i nostri comparti. Sia nelle macchine per calzatura che per pelletteria, che per conceria, la crescita media è dell’8,6% su un 1999 già positivo. L’export è addirittura aumentato del 13,9%. LE PROSPETTIVE La prima analisi sull’anno Duemila si può considerare positiva, dopo il periodo di crisi del 1999: rispetto l’anno precedente, le nostre aziende hanno fatto riscontrare un incremento del fatturato dell’11%. Il settore export aumentato mediamente del 19% circa, con risultati rilevanti in quasi tutti i mercati: Europa Orientale +81%, Africa +44%, Europa Occidentale +17%, Asia, che si conferma l’area di maggior interesse, +15%, Nord e Centro America +14%. Se il Sud America registra un –1% ed il mercato dell’Oceania –7 %, i dati medi risultano comunque positivi. La produzione è aumentata del 3,6%, trascinata da un export che è cresciuto del 6,9%. Il primo Paese di destinazione delle nostre macchine è la Romania, seguita da Cina, Spagna, Messico, Portogallo e India.

ASSEMBLEA GENERALE 29 GIUGNO 2001 RELAZIONE DEL PRESIDENTE: Giuseppe Barrera

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