N°129 Maggio_Giugno

CULTURA & GUSTO

Il genio di Raffaello per la cultura classica

Irene Catarella

I l 2 giugno avrebbe dovuto chiudere la mostra Raffaello 1520-1483 alle Scuderie del Quirinale, a Roma: riaprirà, invece, dopo tremesi di lockdown e proseguirà fino al 30 agosto. La mostra, che porta nel titolo le date di morte e nascita, avvenute lo stesso giorno, il 6 aprile, celebra il genio dell’Urbi- nate a cinquecento anni dalla sua scomparsa. Sono occorsi tre anni di lavoro per rendere omaggio all’immensità di quello che è stato definito il più grande artista del Cinquecento ai tempi di Papa Leone X. Le Scuderie di Roma sono il luogo ideale per articolare le 10 sezioni nelle quali si modulano le sue opere che culminano con l’ Autoritratto del 1506-1508 nel quale viene immortalato nell’eterna giovinezza che avvolge il suo mito, visto che morì per una febbre improvvisa il 6 aprile, giorno anche della sua nascita, del 1520 ad appena 37 anni, nel pieno fulgore della sua carriera. Ed è proprio con la tomba nel Pantheon, emblema della Roma antica, che s’inaugura il percorso a lui dedicato. L’epitaffio, scritto in latino dal suo amico e illustre umanista Pietro Bembo, ne descrive il valore: “Qui giace Raffaello, da lui, quando visse, la natura temette d’essere vinta, ora che egli è morto, teme di morire” . La Madonna del Sasso, scultura che troneggia sul monumento funebre e che egli stesso commissionò al fidato Lorenzetto, riecheggia una statua di Venere di epoca romana. La volontà della scelta fu mirata, perché Raffaello, insieme all’amico e intellettuale Baldassare Castiglione e al grande mecenate figlio di Lorenzo Il Magnifico, Papa Leone X, volle rilanciare l’amore per la cultura classica e l’importanza del rispetto e della preser- vazione dei beni artistici. Se non fosse morto, il suo intento sarebbe stato quello di ricostruire la Roma dei Cesari, tanto che la terza sezione della mostra è dedicata al confronto con l’antico che si consolidò nel periodo romano. La seconda sezione è legata a questo impegno tanto da ospitare la lettera che Raffaello e Castiglione indirizzarono a Leone X sull’argomento, ma anche, nel ritratto di Leone X tra i Cardinali Giulio de’ Medici e Luigi de’ Rossi, di cui il Sanzio riesce a carpire la natura più

A 500 anni dalla morte una grande mostra celebra alle Scuderie del Quirinale, a Roma, il grande artista che voleva riprendere i fasti della Roma dei Cesari. E che morì nel pieno della carriera

profonda: il Papa collezionista di grande cultura rappresentatomentre esamina con sguardo attento un codice miniato di pregio, Baldassare Castiglione quasi assorto e pronto a cogliere l’ispirazione per il suo capolavoro Il cortegiano e lo stesso Raffaello che, osservato da un amico, per il quale si fanno diverse ipotesi sull’identità, guarda lo spettatore dal quadro, pronto a comunicare il suo intento. La quarta sezione incanta con le innumerevoli committenze ricevute dalle quali si evincono le geniali innovazioni compositive. I leggiadri volti delle Madonne, che sembrano riprendere l’ideale della bellezza femminile osannata dai versi del poeta Francesco Petrarca stimato dal pittore, rapiscono per la loro eleganza e dolcezza, come ne LaMadonna della rosa del 1518-1520, mirabile rappresentazione

“Autoritratto”, dipinto da Raffaello nel 1506; a destra, la “Madonna della rosa” una rappresentazione della Sacra Famiglia con San Giovannino che porge un cartiglio con la scritta Agnus Dei. Nell’altra pagina, Leone X, ritratto mentre esamina un codice miniato, con i cardinali Giulio de’ Medici e Luigi de’ Rossi

94 Food&Beverage | maggio-giugno 2020

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