myTESCOMA 1/2018

te alla settimana, aumentando di volta in volta la lunghezza del percorso e fino ad arrivare a correre per tutti gli 8 chilometri. Una gran fatica per il primo mese, ma pian piano poi mi accorgevo di come diventasse ogni volta più facile. Il problema era che la sera, spesso, dovevo fermarmi molto oltre l’orario e molte volte mi capitava di dover rimandare al giorno successivo. E così, per non avere più scuse, ho iniziato a correre al mattino. Basta organizzarsi Il più grande scoglio psicologico che ho dovuto affrontare non è stato quello della distanza, bensì quello logistico. In ufficio c’è un bel bagno in cui posso darmi una sistemata quando arrivo, ma non è certo come tornare a casa dopo un allenamen- to: qui ci vuole un minimo di organizzazione. Alcuni prodotti essenziali - bagno- schiuma, salviettine, shampoo - li tengo in un armadietto, un po’ più complicata la questione abbigliamento, ma ormai ho preso il ritmo: la domenica pianifico i miei allenamenti, stabilisco in quali giorni correrò e mi organizzo di conseguenza, Lo confesso, per diverso tempo ho avuto sentimenti che altalenavano fra il sentir- mi invincibile, o solo una povera pazza. Chi me lo faceva fare di alzarmi alle 5.30 per massacrarmi prima ancora di iniziare la giornata? Non sono un tipo mattinie- ro, ancora adesso che non potrei fare a meno di questo nuovo stile di vita, devo mettere la sveglia a volume altissimo e in un posto che mi costringa ad alzarmi, per non cadere nella tentazione di premere il tasto snooze e tornare a dormire. Mi trascino giù dal letto e un po’ mi maledico per questa mia scelta, ma dopo i primi 10 minuti la mia mente si svuota, riesco a ragionare meglio, mi vengono anche ottime idee mentre sono sola con me stessa, con la musica che scandisce il passo. La mia corsa mattutina, salvo imprevisti, la faccio 3 volte alla settimana e se do- vessi fare un bilancio degli ultimi 7 mesi, posso dire che i pro hanno decisamente superato i contro. Sono in perfetta forma, piena di energie, dormo meglio, posso mangiare anche di più senza ingrassare, risparmio sui mezzi e ho più tempo per me, perché alle 9 del mattino ho già ultimato il mio allenamento. E devo dire che è proprio vero: correre crea dipendenza, avevano ragione tutti quelli che lo soste- nevano. Una dipendenza sana però, una sfida con se stessi che consiglio a tutti: provateci anche voi, e di corsa! Sandwich di manzo portando i capi e le scarpe che prevedo di indossare. Quando una buona abitudine crea dipendenza

IO E IL CIBO...

Come è cambiato il mio modo di mangiare da quando corro Per correre 2 o 3 volte a settimana non ho avuto bisogno di stravolgere la mia alimentazione, né ho iniziato a prendere integratori. Ho sempre pensato che la dieta mediterranea fosse l’ideale per seguire un regime bilanciato, sano e anche gustoso e devo dire che funziona. Vero è che ho leggermente aumentato le dosi: brucio molto, quindi posso gratificar- mi con il cibo senza sensi di colpa. In linea di massima, comunque, in- troduco ogni giorno circa il 55-60% di carboidrati, il 15-20% di proteine e il 20% di grassi. Quando si corre, la prima cosa che il corpo brucia sono gli zuccheri, dopo un po’ si in- cominciano a bruciare i grassi. Ecco perché questi ultimi non vanno eli- minati dalla propria dieta. Come ho già detto, a volte corro al mattino per recarmi in ufficio, a volte corro la sera al rientro, mentre altre volte corro sia all’andata, sia al ritorno. Quando corro al mattino, guai inizia- re a stomaco vuoto! Mangio qualco- sa di leggero, come un paio di fette biscottate con la marmellata e uno yogurt. All’arrivo, una spremuta e un toast. Se corro a fine giornata, devo ricordarmi di mangiare qualcosa nel pomeriggio per non trovarmi senza energie durante la corsa: una bana- na, un pacchetto di cracker o della frutta secca sono l’ideale. Quando arrivo a casa poi, non mi metto subi- to a tavola. Per prima cosa reintegro i liquidi con una bevanda specifica - la sola acqua non basta - e, dopo una bella doccia, mi preparo una buona cena. Carne o pesce (adoro il sushi!), verdure fresche o grigliate, legumi... Ma non esageriamo con l’es- sere vistruosi, ogni tanto mi concedo un bel piatto di pasta, una pizza o un hamburger! Unico accorgimento: invece delle patatine fritte, ormai preferisco un’insalata...

LA RICETTA ingredienti • 1 sfilatino • 100 g di roast-beef • 3 foglie di lattuga • germo- gli di soia • 3 pomodorini secchi sott’olio • olio extra- vergine di oliva • sale e pepe Tagliare a metà lo sfilatino. Adagiarvi prima le foglie di lattuga, quindi le fette di roast-beef. Condire con un pizzico di sale e di pepe macinato al momento e con un

filo d’olio. Disporre i pomodorini secchi e completare con una manciata di germogli di soia. Coprire il panino con la metà superiore e servire.

Coltello pane linea Azza - art. 884536 lunghezza: 35 cm Prezzo consigliato: € 22,90

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