Parma & Le Sue Imprese - ITALIANO

INDUSTRIA ALIMENTARE

• Conserve vegetali e di frutta

M aria Luigia (1814-1847) introduce la col tura del pomodoro a Parma. I suoi due cuochi personali (Jean-Gabriel Leblanc prima e Vincenzo Agnoletti poi) sono grandi estima tori di questo ortaggio. Dall’epoca della Duchessa in poi, il pomodoro diviene protagonista delle colture (anche grazie all’opera di Rognoni, Bizzozzero e So lari) e dell’industria parmense. La trasformazione del pomodoro e la produzione di conserva nel parmense risale circa al 1870 ed è ini zialmente legata ad una realtà artigianale con labo ratori gestiti dagli stessi agricoltori che si servono di tecnologie rudimentali rappresentate quasi esclusi vamente da una caldaia di rame a doppio fondo po sta sul fuoco. L’introduzione nei primi anni del ’900 delle “boules”, caldaie in grado di concentrare il succo di pomodoro sottovuoto, diede il via alla fase industriale. L’apporto di capitali dall’agricoltura verso l’industria conserviera è stato ben rappresentato da alcune dinastie familiari in certi casi ancora presenti nel parmense.

Nel 1904 risultano 36 le ditte che fabbricano le con serve di pomodoro; nel 1930 sono 77 con 87 stabi limenti. Dal dopoguerra le aziende sono andate di minuendo di numero anche se la capacità lavorativa è cresciuta. Negli anni ’80 l’utilizzo di nuovi e più funzionali con tenitori di cartone ha consentito a una azienda par mense, la Parmalat, di diventare leader del mercato per le passate di pomodoro e i succhi di frutta. In provincia sono presenti diversi stabilimenti in dustriali dediti alla trasformazione del pomodo ro (e di altri vegetali e frutta) per una capacità lavorativa globale di oltre 1.056.546 tonnellate di pomodoro fresco: il volume di pomodoro trasforma to è rappresentato per la maggioranza dal concen trato (anche doppio e triplo), seguono il pelato intero, il triturato/polpa e la passata. Da segnalare la presenza di una azienda indu striale di conservazione dei funghi porcini ( Fungo di Borgotaro – IGP ).

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